LA BIBLIOTECA LAZZERINI-CAMPOLMI

 

primo polo della biblioteca virtuale toscana di francesistica

Grazie a persone di Buona Volontà, un chilometro e duecentonovanta metri lineari costituito da libri e riviste - soprattutto francesi - per un valore stimato a più di un milione e novecentomila euro, tredici anni fa, nel 2004, è venuto ad arricchire l’attuale Biblioteca Lazzerini-Campolmi di Prato.

Si tratta di circa 34.600 volumi e circa 435 testate di riviste con i fascicoli relativi, ricevuti dalla Biblioteca pratese in deposito a tempo illimitato e gratuito da parte dell’Istituto Francese di Firenze.

I libri non francesi giunti a Prato nella stessa occasione appartengono al fondo di italianistica, posseduto dall’Istituto in funzione sia dei prestigiosi corsi di Lingua, Letteratura e Cultura italiana (che nella sua sede venivano impartiti a tutti livelli didattici: dal livello principianti a quello dell’abilitazione per l’insegnamento dell’italiano in Francia, l’agrégation), sia in funzione della ricerca scientifica in queste stesse discipline.

Questo deposito conclude felicemente una problematica vicenda, dovuta alla politica di risparmio economico-culturale - di estensione europea - che alla fine degli anni ’90 aveva previsto la chiusura e la vendita di Palazzo Lenzi, di proprietà del governo francese e sede, dagli anni dieci-dodici del ‘900, dell’Istituto Francese di Firenze. Chiusura e vendita che avrebbero determinato il rientro nella madre patria dell’intero patrimonio librario del primo Istituto di Cultura al mondo, fondato il 9 novembre 1907 e inaugurato nella primavera del 1908.

In tale contesto la Società civile reagì creando, agli inizi del 2000, l’Associazione degli Amici dell’Istituto Francese di Firenze (AAIFF); quel bene librario, pur appartenendo materialmente alla Francia, fu sentito come proprietà immateriale della cultura fiorentina, toscana, italiana.

Nel frattempo, anche grazie all’illuminato e generoso sostegno finanziario dell’ECRF concesso all’Associazione, la chiusura non ebbe più luogo, e la vendita non interessò più l’intero edificio, ma soltanto una sua ala lungo Borgo Ognissanti, la cosiddetta ‘ala Frescobaldi’, ora trasformata in appartamenti privati.

La vendita parziale metteva in forse a Firenze, in Toscana e in Italia non più l’intero patrimonio librario dell’IFF, bensì soltanto la metà: circa, come si diceva, 34.600 volumi ai quali bisognava però aggiungere le circa 435 testate di riviste con i relativi numeri nell’ordine di alcune migliaia, costituenti la cosiddetta ‘biblioteca storica’ dell’IFF, molta della quale ospitata, appunto, proprio nella cosiddetta ‘ala Frescobaldi’ del Palazzo di piazza Ognissanti.

Il trasferimento in altra sede di questo ‘fondo storico’ avrebbe consentito, all’Istituto - uscito fortunosamente e fortunatamente dalla tempesta economica che l’aveva investito - di assumere la nuova funzione di “centre de ressources contemporain”, funzione che in realtà era già la sua se si tengono conto i corsi e i ricorsi della Storia delle relazioni internazionali e della Diplomazia culturale di cui esso è una vivente testimonianza. Occorreva però premere l’acceleratore sulla contemporaneità per permettere tale nuovo assetto ed immagine pubblica.

Tornando al fatidico anno 2000, l’Associazione degli Amici dell’IFF si attivò allora immediatamente, contattando varie biblioteche a Firenze e nel territorio allo scopo di trovare in una di esse il luogo ideale e funzionale dove tale ricco patrimonio non solo potesse essere depositato o donato, ma restasse fruibile agli utilizzatori fin da subito.

La Biblioteca Vieusseux e la Biblioteca di Scienze della Formazione potevano, come hanno fatto, ricevere in deposito o in dono soltanto un numero limitato di volumi, scelti in funzione delle loro vocazioni. Lo stesso avverrà per la Forteguerriana di Pistoia, che potrà accogliere soltanto il fondo dell’IFF riguardante la Storia della Francia e delle Colonie. La Smilea lo farà per il fondo folklorico, la Biblioteca del Gramsci-Keynes per il fondo turistico, la San Giorgio di Pistoia per il dono ‘Giuseppe Brunelli’, il professore, critico, traduttore e poeta, collega e amico di Mario Luzi.

Dagli inizi del 2000, per il tramite del suo socio fondatore Maurizio Bossi, allora Direttore del Centro romantico del Gabinetto Vieusseux, Pistoia era stata contattata dall’Associazione quale terreno privilegiato della Francesistica non solo per la vitalità dell’insegnamento della Lingua, Cultura e Letteratura Francese sul suo territorio, ma anche per i legami centenari intessuti con l’Istituto Francese di Julien Luchaire al momento della fondazione dell’IFF, e in occasione dell’operazione politico-culturale con cui lo stesso Luchaire si proponeva di favorire l’entrata in guerra dell’Italia accanto alla Francia nel 1915.

Pistoia, contattata e pur interessata ai 34.600 volumi e alle 435 testate di riviste, per una serie di straordinarie coincidenze o corrispondenze, venne però bruciata sul tempo da Prato, che era stata anch’essa contattata - sempre a cura dell’Associazione a cui l’Istituto aveva riconosciuto questo ruolo ambasciatoriale - in merito al trasferimento alla Lazzerini di questo fondo librario dell’IFF.

Questo avviene perché siamo di fronte al verificarsi di un kairos, di un momento giusto: Prato sta ultimando la sua nuova Biblioteca che si chiamerà Lazzerini-Campolmi. L’accoglienza di questo patrimonio le permetterà di costituire il primo Polo di Francesistica in Toscana, quantitativamente il più fornito, in anticipo sulla costituzione degli altri Poli a cui abbiamo indirettamente fatto riferimento: Firenze (Biblioteche del Vieusseux e di Scienze della Formazione), Prato (Biblioteca dell’Istituto Gramsci-Keynes), Pistoia (Biblioteche Forteguerriana e S. Giorgio), Montale (Biblioteca della Smilea), futuri partner dell’IFF nella già programmata Grande Biblioteca Toscana di Francesistica in rete.

Oltre a Pistoia, l’AAIFF ha pensato a Prato per l’apprezzamento di cui gode anche lì l’insegnamento del Francese, oltre che per la tradizione secolare dei rapporti tra la città e la Francia: da Convenevole, maestro di grammatica del Petrarca a Carpentras, a Francesco Datini per la sua lunga permanenza a Avignone; da Evaristo Gherardi, attore del Re Sole, a Lorenzo Bartolini, allievo di David e amico di Ingres a Parigi; e più recentemente, da Curzio Malaparte, che combatte con la legione garibaldina nelle Argonne durante la Prima Guerra Mondiale, e che soggiorna nella capitale francese, a Fernand Braudel, Accademico di Francia, cittadino onorario di Prato. Per non parlare, infine, del Teatro Metastasio, luogo d’incontro e laboratorio della scena franco-italiana contemporanea.

Le persone di Buona Volontà che hanno portato alla riuscita l’operazione epocale nella storia del Libro francese in Italia della costituzione di Poli toscani di Franesistica sono: i Soci dell’Associazione degli Amici dell’Istituto Francese di Firenze, i funzionari dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, in armonia con quelli dell’Istituto Francese di Firenze, dell’Ambasciata di Francia (l’ambasciatore Loïc Hennekinne ha definito ‘pilota’ il Progetto dell’AAIFF), del Comune di Prato e dell’allora Biblioteca Lazzerini di Prato, e i docenti del PROGEAS: contattati dall’Associazione, il professor Siro Ferrone e la sua portavoce, la professoressa Teresa Megale, docenti entrambi di questo Corso di Laurea, si sono fatti tramite del progetto dell’Associazione, approvato dall’IFF, presso gli addetti ai lavori delle biblioteche pratesi e in particolare presso Franco Neri.

Direttore dell’allora Biblioteca Lazzerini, Franco Neri ha il grande merito di aver appoggiato il progetto chiedendo e ottenendo al Comune pratese un grosso investimento perché gli ambienti sotterranei per la conservazione in sicurezza del patrimonio librario della nuova Biblioteca Lazzerini-Campolmi venissero ampliati e potessero ospitare i volumi e le riviste provenienti dall’IFF; materiali che, su richiesta dell’Associazione e per impegno del dottor Neri, dovevano essere utilizzabili da parte del pubblico immediatamente dopo il loro arrivo nel nuovissimo Polo pratese.

Così, con il contributo economico dei Soci e dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Ente aperto all’irradiamento del francese, oltre che a Firenze, in Toscana, i volumi del fondo antico, detto ‘fondo storico’ o ‘biblioteca storica’, sono stati trasferiti a spese dell’Associazione nella sede pratese tra il gennaio e il luglio 2004.

La convenzione per la valorizzazione della biblioteca dell'Istituto Francese di Firenze, e in favore della presenza e dell’irradiamento della cultura francese a Prato, è stata siglata fra le parti (Direzione Biblioteca Lazzeriniana, per il Comune di Prato; Direzione dell'Istituto Francese) preliminarmente in data 11/12/2003 nella versione italiana. Il progetto è stato approvato formalmente dall'amministrazione comunale di Prato con propria DG n.1021/2003.

Successivamente, durante il convegno "Corrispondenze", svoltosi il 27 aprile 2004 presso la sede che poi è diventata la sede attuale della Biblioteca Lazzerini, nella ex Fabbrica Campolmi, i direttori delle due istituzioni hanno siglato il testo ufficiale nella versione francese.

Come si è detto, la convenzione prevede il deposito a tempo illimitato e a titolo gratuito di circa 34.600 volumi e di circa 435 testate di riviste al fine di sostenere la promozione e la valorizzazione della cultura francese, e di favorire l’allargamento del pubblico francofono in Toscana anche attraverso la creazione di un catalogo virtuale delle collezioni in lingua francese presenti sul territorio regionale: l’auspicata Grande Biblioteca Virtuale Toscana di Francesistica (per un approfondimento, si veda Verso la creazione di un polo virtuale toscano per la francesistica, intervento di di Franco Neri del 27 gennaio 2005)

Le opere dell’IFF depositate prima presso la Lazzerini e successivamente presso la Lazzerini-Campolmi, il cui valore ammonta a 1.900.000 euro, consistono in collezioni di libri e riviste di letteratura (francese e italiana), storia, geografia, filosofia, storia delle idee, a cui si aggiunge un significativo fondo di orientalistica. Su richiesta dell’Associazione, il professor Alessandro Gori, dell’Università di Firenze, ha lavorato alla messa in ordine e alla catalogazione di questo importante fondo - sia per il suo valore materiale che immateriale - del quale ha proceduto a una sintetica quanto ricca descrizione, utile per comprendere gli interessi dei docenti e degli studiosi che frequentavano l’IFF come centro di ricerca oltre che d’insegnamento.

Queste opere, ora conservate presso la Lazzerini-Campolmi, sono messe a disposizione del pubblico sotto l’intitolato di ‘biblioteca storica dell’Istituto francese di Firenze’.

A seguito degli accordi tra IFF e Lazzerini-Campolmi, un sistema di navette ha assicurato e assicura la circolazione dei libri tra le biblioteche di queste due istituzioni. La biblioteca pratese ha dunque ricevuto dalla Francia un cospicuo deposito di volumi e riviste che documentano l’ampia vocazione umanistica dell’IFF e della sua ‘biblioteca storica’, e che abbraccia il più vasto orizzonte di ricerca possibile: scienze umane in generale, economia, diritto, sociologia, letteratura francese e italiana, letteratura comparata franco-italiana, linguistica francese, lingue e letterature classiche, storia antica, archeologia, orientalistica, con una complessa stratificazione che riflette la grande ricchezza di relazioni culturali ed intellettuali e di attività dell’Istituto. Accanto al prevalente “focus” sulla Francesistica emergono ulteriori nuclei: pregevoli raccolte di italianistica con testi rari di fine sec. XIX e sino agli anni ’70 del sec. XX (il Fondo Philippe e Pierrette Renard, passeurs di cultura all’IFF e presso l’Università di Firenze); raccolte (vedi il succitato fondo di orientalistica) di linguistica, con pubblicazioni di etiopistica, semitistica, slavistica altrimenti non reperibili altrove in Italia; cataloghi e storie dell’arte. La collana di pubblicazioni dell’Istituto, « Publications de l'Institut Français de Florence », nelle sue diverse sezioni (storia, critica, filologia, studi e saggi bibliografici), pubblicazioni di cui sono giunti a Prato gli esemplari, rappresenta bene l'Istituto Francese di Firenze come laboratorio scientifico e culturale. Tale funzione ruota attorno alla biblioteca dell'Istituto stesso, in relazione con le altre biblioteche (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Laurenziana, Biblioteca dell’allora Istituto Musicale di Firenze “Luigi Cherubini, ecc.) e con gli archivi fiorentini (Archivio di Stato, Archivio Arcivescovile).

Le riviste, inoltre, costituiscono una collezione particolarmente importante per l’ampiezza e la “durata” delle raccolte. Ricca la documentazione di ricerca delle Università francesi di Parigi, Lione, Grenoble, in particolare delle facoltà umanistiche.

Altrettanto significativa è la presenza, nel ‘fondo storico’ arrivato presso la biblioteca pratese, di periodici che hanno segnato la cultura francese, italiana, europea e la ricerca storica e artistica.

(a cura dell’AAIFF)

1) Un breve quadro di ciò che significò Prato nella complessiva esperienza italiana di Fernand Braudel è stato ricostruito da Alberto Tenenti e pubblicato nel giugno del 1991 su «Prato Storia e Arte».

2) Cfr. Alessandro Gori, Il fondo di orientalistica dell’Istituto Francese di Firenze.